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Costellazione fantasma

buco-nero

 

 

 

 

La ricerca di identità a sinistra, tra desideri e storia.

Con Sinistra Italiana si costituisce l’ennesimo gruppo-movimento-partito che, intravisto uno spazio a sinistra del PD, si accinge a dar voce alla grande massa di scontenti e recuperare i veri valori della sinistra. SI è solo l’ultima galassia in ordine di apparizione ( e sicuramente non lo sarà x molto ) di quella costellazione che da sempre ha ambito riempire quello spazio, con lotte a volte feroci tra i vari pianeti, presentando più mozioni che elettori, lacerandosi in scissioni, tormenti, carrambate di sinistra, pianti, odi profondi. Spazio che diventa molto grande e urgente di contenuti ogni volta che il maggior partito di sinistra assume o tenti di assumere il governo del Paese, mentre si placa e diventa più piccolo una volta relegati all’opposizione. D’altra parte il PCI nasce nel 1921 proprio da una scissione, quella con il Partito Socialista Italiano, quindi un minimo sindacale di tormento è insito. Anche se è sempre stato il partito con il nome comunista più forte dell’Europa occidentale e ancora oggi, con il 41% raggiunto alle ultime Europee è il partito più numeroso della famiglia Socialista Europea, quello spazio a sinistra è da subito presente e non tarda a dare segnali. Ottenuta la Liberazione, grazie anche al sacrificio delle lotte partigiane ,Togliatti, in accordo con le altre forze cattoliche e liberali, contribuisce a scrivere la nostra Costituzione, ma nel 47 De Gasperi decide di estromettere le sinistre dal Governo. Non sono pochi a criticare il segretario: “ Invece di farci restituire le armi e trattare con cattolici e liberali doveva farci terminare il lavoro” questo il pensiero di molti compagni i quali ritenevano che un processo di pacificazione nazionale sarebbe stato più facile stipularlo con i morti che con i vivi. Lo spazio da riempire era però quello delle bocche affamate da una guerra sciagurata, a Togliatti gli spararono, Bartali vinse il Tour, il Paese conobbe il boom economico e il PCI contribuì in maniera significativa, pur dall’opposizione, alla ricostruzione morale, civile e d economica del Paese. Il malessere rientrò, ma quella sarebbe stata l’ultima volta che quello spazio sarebbe rimasto a bocca asciutta, in seguito farà indigestione. Quando si arriva a Berlinguer i cambiamenti sociali sono tali e tanti rispetto all’Italia del dopoguerra che impongono al PCI di interpretare il nuovo mondo. Non sempre ci riesce, ma pur mantenendo il legame con l’Unione Sovietica, Berlinguer muove il partito in un ambito sempre più indipendente dalle direttive del PCUS. Nei fatti, più che nelle parole, Berlinguer vuole fare del PCI un grande partito di sinistra, ma appartenente alla società Occidentale e quindi la richiesta del Compromesso Storico fatta alla sinistra DC è naturale che avvenga anche per interrompere quella convento ad excludendum nei confronti del secondo partito del Paese. Apriti cielo, spalancati spazio a sinistra. Tutta la Sinistra antagonista, capi, capetti, rivoluzionari della prima e dell’ultima ora, intellettuali, giocolieri e trapezisti grida alla scandalo. Quale compromesso storico, i valori della sinistra solo altri, non solo non moriremo democristiani, ma ci sono altre urgenze. Quali? La parte più dura doveva combattere contro il SIM, il Sistema Internazionale delle Multinazionali, la parte più pura non si poteva sporcare le mani con il governo e con i nemici delle masse proletarie. Il bilancio di questa prima galassia fu purtroppo drammatico per loro stessi e per il Paese. La morte di Aldo Moro segnò anche la fine di Berlinguer e cancellò la possibilità al PCI di governare da dentro quella fase, spalancando le porte al peggio del peggio che covava sotto la cenere. Dietro agli adepti dello spazio a sinistra non c’erano le masse di operai e studenti uniti appassionatamente, pronte a accoglierli come eroi, Il popolo voleva mandare i propri figli a scuola e all’università affinché non facessero la vita i lavori massacranti ai quali loro erano costretti. Se poi, in fondo la mese avanzava qualcosa, il sogno era comprarsi una Fiat 850 invece di una Fiat 600 e casomai comprare un televisore per guardare Pippo Baudo. L’autoreferenzialità che da sempre contraddistingue la sinistra e soprattutto la sinistra più a sinistra di ogni possibile sinistra è la componente che renderà difficile la lettura e la comprensione del sentire politico e civile della società. Quello che non riuscì a Berlinguer nel 77 riesce a Prodi nel 96. Nel frattempo dopo Gorbaciov, la Glasnost, il crollo del Muro di Berlino e la strage di Piazza Tienanmen, Occhetto, nuovo segretario, produce la svolta della Bolognina, cambia nome e simbolo al Partito, non più PCI ma PDS spalancando così enormi praterie a sinistra. Nasce prima il Movimento che poi diventa il Partito della Rifondazione Comunista inglobando Democrazia Proletaria e il Partito Comunista d’Italia marxista-leninista che già facevano parte della Costellazione. Il primo segretario è Sergio Garavini che però entra subito in conflitto con Armando Cossutta. In ballo naturalmente è chi è più a sinistra di chi. Sotto la Guida di Garavini ,Rifondazione ottiene alle elezioni il 6%, un risultato positivo inaspettato che naturalmente lo condanna. La vittoria non è ingrediente gradito alla Costellazione. Viene costretto alle dimissioni e Cossutta, con l’appoggio di Magri e della Castellina individua in Fausto Bertinotti l’uomo giusto cui affidare la direzione del partito e di tutta quell’area che non si riconosce nella svolta di Occhetto colpevole di aver perso i veri valori della sinistra. Ormai è chiaro che questi valori vengono persi neanche fossero guanti…c’è sempre chi ne ritrova uno, ma vai a sapere dove cazzo è finito l’altro. Dopo la caduta del primo governo Berlusconi è difficile dire no a Prodi e così la sinistra a sinistra dell’Ulivo si inventa la formula della desistenza e un appoggio esterno al Governo. Dopo continui confronti e una crisi prossima sventata con la mediazione del Presidente Scalfaro, Cossutta capisce che Bertinotti vuol fare cadere il Governo e il Partito si divide in Bertinottiani e Cossuttiani. Era difficile, allora, percepire qualcuno più a sinistra di Cossutta. Errata percezione. Toccherà a Diliberto togliere l’appoggio in un drammatico ( soprattutto x lui che non era d’accordo con Fausto ) discorso alla Camera. Due giorni dopo Cossutta lascia Rifondazione e da vita al Partito dei Comunisti Italiani e la leadership di Bertinotti sarà insediato dalla sinistra trotzkista di Marco Ferrando. Nell’Aprile del 2000 si svolgono le Regionali: in Piemonte, al ballottaggio, Rifondazione indirizza i suoi voti sulla leghista Francesca Calvo e non su Livia Turco. Pure lei deve aver perso i valori della sinistra. Con questa bella formazione la Costellazione raggiunge il nuovo secolo. Lo spazio a sinistra non si accontenta più tanto facilmente e così nel 2005 al Congresso di Rifondazione vengono presentati ben 5 mozioni. Per un partito che sta al 4% non è niente male e i coltelli sono affilati, Bertinotti riesce a non perdersi i valori di sinistra solo perché promette che quello sarà il suo ultimo mandato e poi si toglierà dalle palle. Naturalmente Berlusconi viene rimesso in sella, non sbaglierà più una mossa e governerà con maggioranze schiaccianti per un ventennio, con la sola parentesi del secondo Prodi, che alla guida di un armata Brancaleone riesce comunque a vincere le elezioni del 2006 con dentro Rifondazione. Romano Prodi è stato l’unico ad avere battuto 2 volte su 2 Berlusconi e l’unico ad aver perso e poi ritrovato i veri valori della sinistra, l’unico capace di andare a ritrovare dove cazzo era andato a finire il secondo guanto. Naturalmente dura poco. Lo spazio a sinistra reclama attenzione. Rifondazione si lacera tra lealtà al Governo e lealtà ai valori e così riesce nella straordinaria impresa di essere al governo e partecipare alle manifestazioni di piazza contro se stessa. Nel 2007 viene bocciato un emendamento per soli tre voti, grazie all’astensione di alcuni senatori. Tra questi Franco Turigliatto di PRC il quale confiderà agli amici che la notte prima aveva sognato Mastella e questo gli era parso un segnale. L’ultimo in ordine di tempo a non sentirsi rappresentato dalla sinistra con segretario Bersani è stato Antonino Ingroia che convinto di rappresentare tutti gli scontenti della linea del PD corre da solo alle politiche, rifiutando anche l’Alleanza con Ambrosoli che correva per le regionali in Lombardia. Il risultato raggiunto è stato del 1,8%, roba Radicali, mentre alle elezioni europee del 2014 ecco nascere, sempre per ricoprire quello spazio, L’altra Europa di Tsipras che raggiungerà il 4,1%. Poco dopo, quando ci sono state le elezioni Regionali, prima della nuova nascita di Sinistra Italiana si è sperimentato quello che Cofferati chiama “ Il nuovo laboratorio della Sinistra “ Il laboratorio sarà anche nuovo, ma i risultati sono gli stessi di sempre. In Liguria ha vinto Toti ( come se il Carpi battesse il Barcellona) e nel Cda Rai al centrodestra cui toccava un solo consigliere ne sono andati due. E’ quasi impossibile elencare tutte le sigle che in questi anni hanno provato a dar vita a un soggetto di sinistra radicale, tutte le galassie hanno però contribuito a creare una Costellazione fantasma e quello spazio forse non è altro che un buco nero dove chi ci si infila poi sparisce.

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