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E’ morto Bruno Papignani, segretario regionale FIOM dell’Emilia Romagna

(in collaborazione con www.inchiestaonline.it)

E’ morto a 65 anni Bruno Papignani, segretario Regionale della Fiom Emilia Romagna. Il sindacato: Ciao Bruno, grazie di tutto

| 11 Luglio 2019 | Comments (0)

Il messaggio del sindacato: “Ciao Bruno, grazie di tutto”

E’ morto a 65 anni Bruno Papignani, storico leader della Fiom dell’Emilia-Romagna. Papignani, da tempo malato, aveva lasciato il 9 maggio scorso la guida della Fiom regionale.

Lo aveva annunciato lui stesso con un post su Facebook, in cui aveva raccontato della sua malattia: “Colgo l’occasione per chiarire ciò che non ha niente di misterioso circa il mio stato di salute. All’inizio del 2013 mi è stata diagnostica una malattia rara, la fibrosi polmonare idiopatica”, aveva scritto Papignani spiegando come l’impegno sindacale fosse divenuto ormai troppo pesante.

“Ciao Bruno, sarai sempre parte di noi”, scrive la moglie Fiorella su Facebook. Anche la Fiom, il suo sindacato, lo ricorda: “Ciao Bruno, grazie di tutto”.

La camera ardente si terrà lunedì 15 luglio dalle ore 9,30 alle 12,30 nel salone Di Vittorio della Camera del Lavoro di Bologna, Via Marconi 67/2. I funerali si svolgeranno il pomeriggio dello stesso giorno, alle ore 14, nella chiesa del Sacro Cuore Immacolato di Maria di Borgo Panigale.

Per ricordarlo, come redazione di Inchiesta,  ristampiamo il suo discorso  pronunciato prima delle dimissioni da segretario regionale  FIOM dell’Emilia Romagna il 9 maggio per motivi di salute.

 

Buno Papignani: Discorso  delle dimissioni da segretario regionale  FIOM dell’Emilia Romgna

Oggi lunedì di Pasquetta, è un giorno spensierato di festa, di uova colorate per giocare a “cuccetto”. Uova sode. Dunque è la giornata giusta per sdrammatizzare “su nessun segreto o mistero” circa le mie condizioni.

Il 9 Maggio prossimo sarà convocata l’assemblea generale della Fiom Emilia Romagna. In quella sede arriveranno le mie dimissioni e sarà eletto il nuovo segretario generale della Fiom Emilia Romagna. Quasi sicuramente farò un breve saluto video o scritto, ma non sarò presente.

Mi sono iscritto alla Fiom nel 1974, poi dal 1977 è partita una lunga storia di dirigente sindacale. Prima di fabbrica fino al 1986, poi di zona, territoriale, Regionale e Nazionale. Tuttavia non contano le cariche, ma quanto in questi anni, insieme, abbiamo realizzato. Mi ritengo fortunato di aver diretto per otto anni la Fiom di Bologna, successivamente la Fiom Regionale per altri sette anni, carica che ricopro tutt’oggi.

Ho seguito Fincantieri Group, Wartsila Group, nella delegazione del contratto Federmeccanica e, in prima persona, il contratto nazionale delle cooperative metalmeccaniche. La Fiom mi ha messo in condizione di fare tante altre esperienze che ormai sono storia sindacale visto che, ogni iniziativa, ogni conquista, non è mai passata inosservata. Accordi che hanno suscitato consensi, a volte critiche, comunque hanno fatto “chiasso”. Non mi congederò dall’assemblea con la retorica dell’assente, sono certo che successivamente alla data del 9 Maggio, troverò il modo e le forme per salutarli come si deve e anche in una forma utile alla Fiom.

Oggi colgo l’occasione per chiarire ciò che, come dicevo, non ha niente di misterioso circa il mio stato di salute e sopratutto superato il disappunto non ho nulla di cui vergognarmi e da nascondere. Mi sto convincendo che può servire di aiuto ad altri che devono fare i conti con situazioni difficili. Forse sto strapazzando lo stile e le regole di riservatezza che di solito sono assunte e apprezzate quasi per convenzione. Ammettere le mie debolezze non è facile per un solo motivo “perché un sindacalista debole non serve a niente” tuttavia fa parte della vita.

All’inizio del 2013 mi è stata diagnostica una malattia rara, la Fibrosi Polmonare Idiopatica, per la quale in questi giorni è nata una associazione che insieme ad altri ho promosso per supportare i pazienti. È una malattia le cui cure odierne non la guariscono, è progressiva e riguarda i polmoni, esistono farmaci solo in grado di rallentarne il decorso. Con un pò di fatica, in questi anni, ho continuato a tenerla in equilibrio e ho continuato a lavorare, mi ha aiutato.

Un primo peggioramento lo ebbi sul finire del 2015 quando chiesi di rinunciare a Fincantieri, un esperienza difficile, faticosa, ma altrettanto affascinante, anche nei rapporti costruiti con i delegati e con tanti lavoratori nel corso delle assemblee, che non sono mai state un giro di valzer. Mantenni la Wärtsilä e altri gruppi l’SCM, compagni diventati parte di me stesso. A Cervia nel novembre scorso durante il congresso regionale Fiom avevo già deciso di lasciare il testimone di dedicarmi a temi specifici gratuitamente e senza incarichi. Ho continuato a dire no alla politica.

Nella relazione introduttiva dissi che mi sarei dimesso e che il rinnovamento interessava tutta la struttura. Da mesi sapevo che avrebbe lascito anche Stefano Pedini, un compagno che ho stimato e continuerò a stimare. Il congresso di Cervia mi rielesse, avevo già la bronchite.

Il congresso della CGIL Regionale fu invece complicato e pieno di ipocrisie. Di questo parlerò da persona libera e senza incarichi scegliendo forme meditate, ma senza mediazioni. Lo farò in profondità. Poiché vedo nella Cgil Regionale di oggi il punto più basso mai raggiunto dal punto di vista dei contenuti politico sindacali. Rischia di imboccare un declino per il difetto di concentrarsi quasi esclusivamente sulle piccole rivalse di potere interno, rapporti individuali e nepotismi, al posto del progetto che, esiste sulla carta, ma palesemente scopiazzato, così come alcuni accordi ed enti bilaterali ( Eber) vanno chiariti.

Durante quel congresso, dalle verifiche e indagini cliniche, sembra avessi già in atto una doppia polmonite che, naturalmente ho trascinato fino al congresso della Fiom a Riccione. Non mi pento, anche se stavo male, l’ambiente Fiom mi proteggeva comunque. Ormai mancava il congresso nazionale della Cgil, volevo concludere un percorso che vedesse realizzato quello per cui in tanti avevamo lavorato per anni. Semplicemente perché per la Cgil era, ed è, necessario farlo.

Non sono riuscito ad andare a Bari tuttavia quando il sei febbraio è venuto a casa mia a trovarmi Maurizio Landini era il Segretario Generale della Cgil. Lo ammetto mi sono commosso, che per me è la cosa più fastidiosa che possa capitarmi anche quando si è verificato (raramente) di cedere davanti a Fiorella. Tornato da Riccione il lunedì successivo (17 Dicembre 2018) ho cercato di resistere, durante la notte il 118 mi portò in ospedale in terapia intensiva. Da allora, salvo due pause di qualche giorno, sono ricoverato e sono prevalentemente a letto.

Ho dovuto dosare perfino le visite e non vedere persone che avrei voglia di vedere. Ho tenuto come riferimento alcuni compagni quotidianamente. Non mi sono sfuggiti e non mi sfuggono i tanti messaggi che mi sono arrivati e che continuano ad arrivarmi, ai quali cerco rispondere a tutti. La doppia polmonite ha riacutizzato la fibrosi, occorre stabilizzare un equilibrio fra le cure in ospedale e della convalescenza, con la consapevolezza che non è scontato e facile.

Per questo la permanenza in ospedale potrebbe essere ancora lunga. Non sono una larva, grazie ai medici ed infermieri, la mia famiglia e noi Fiom. Sono attivo. Quando chiedo a Fiorella se sono lucido mi guarda male e risponde: no! sei un rompicoglioni. Dunque sono lucido. Del resto qui tutto è fatto dai metalmeccanici, dal letto alla Tac. La Fiom mi ha insegnato che non esistono soluzioni improvvise e miracolose, bisogna (come sempre) lottare anche quando le probabilità di vincere sono limitate. Del resto, oggi è il lunedì dall’Angelo, si ricorda l’incontro dell’Angelo con le donne giunte al sepolcro, è di buon auspicio.

Per ora il capitolo si chiude qui. Ci torneremo sopra il 9 Maggio per festeggiare il nuovo segretario… sul resto, su tutto il resto vediamo. Intanto divertitevi e buona Pasquetta.

 (in collaborazione con www.inchiestaonline.it)

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