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Incontro il 15 aprile con Antonella Ceccagno sul tema dei migranti cinesi nei distretti industriali italiani

 

L’IMPRENDITORIA CONTESTATA: MIGRANTI CINESI NEI DISTRETTI INDUSTRIALI ITALIANI

Su questo tema martedì 15 aprile dalle  18 alle 20 al Café de la Paix di Bologna

si terrà l’incontro  con cui valorelavoro apre un vasto  programma di iniziative dedicate a un’articolata riflessione sul mondo dell’immigrazione cinese in Italia.

Introdurrà l’incontro Amina Crisma, docente di Filosofie dell’Asia orientale all’Università di Bologna e curatrice dell’Osservatorio Cina di valorelavoro.

Relatrice del dibattito sarà Antonella Ceccagno,

che insegna Sociologia dei Paesi Asiatici e Lingua e Linguistica Cinese all’Universita’ di Bologna, e si occupa di migranti cinesi dagli anni Novanta.

E’ stata tra i fondatori del Centro di Ricerca e Servizi per l’Immigrazione di Prato dove dal 1994 al 2007 si è prodotta la maggior parte della ricerca sui migranti cinesi in Italia.  E’ autrice di libri e articoli pubblicati in Italia e all’estero.  Sui migranti cinesi ha scritto i seguenti libri: Ombre cinesi? Dinamiche della diaspora cinese in Italia (con Renzo Rastrelli), Carocci, 2008; Transnational Chinese. Fujianese migrants in Europe, Stanford University Press, 2004 (con F. Pieke, P. Nyiri e M. Thunoe); Giovani migranti cinesi, FrancoAngeli 2004; Migranti a Prato, FrancoAngeli, 2003 (curatrice), Cinesi d’Italia, Manifestolibri, 1998, Il caso delle comunità cinesi, Armando 1997 (curatrice).

Fra i tanti modi possibili di avviare una discussione sull’universo di Chinatown, abbiamo scelto di proporre un punto di vista strutturale, incentrato sulla grande questione che spesso viene trascurata dalle rappresentazioni correnti del fenomeno, e che è la seguente:

quale ruolo ha effettivamente assunto la migrazione cinese nel contesto dell’economia del nostro Paese?

E’ una prospettiva che Antonella Ceccagno così riassume:

“I migranti cinesi sono  oggi considerati i nuovi ricchi a cui vendere le attività produttive che vogliamo dismettere e le proprietà di lusso che non riusciamo più a gestire. Buona parte della ricchezza dei migranti cinesi viene dalla loro capacità di cogliere un’opportunità epocale: sono diventati importatori e venditori di merce a basso prezzo prodotta in Cina negli anni in cui la loro madrepatria diventava la fabbrica del mondo.

Ma i migranti cinesi  hanno prodotto anche buona parte della ricchezza dei distretti industriali italiani. Questo contributo all’economia italiana in un’epoca in cui processi globali smantellavano profitti, posizioni acquisite e certezze è molto meno conosciuto e dibattuto.

Prato è l’eccezione. A Prato si discute animatamente dei cinesi e delle forme inaspettate assunte dal loro insediamento e dalle loro attività economiche. Prato è l’unico posto dove l’imprenditoria  cinese è sotto attacco. Perché?”

Su questo argomento, vogliamo aprire un largo confronto che a partire dai contributi offerti dalla ricerca coinvolga i soggetti culturali, politici, economici e sociali della nostra città, superando le barriere fra ambienti diversi e promuovendo uno spazio di riflessione condivisa.

 

Amina Crisma

Bologna, 1 aprile 2014

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