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Panchina rossa

PImmagine PNGENSIERO E MEMORIA
Una panchina per riflettere, per fermare anche un solo momento la routine quotidiana e ricordare
Nel cuore del Pratello a Bologna, in un giardino dedicato ad Otello Bignami, violinista e maestro liutaio, è stata posta una panchina rossa. Quella panchina con i nomi dipinti sul sedile rappresenta un gesto d’amore verso le donne “vittime d’amore”, per ricordarle una ad una.
La pittrice ha dichiarato la sua difficoltà d’animo nel decorare un oggetto che richiama le vittime di femminicidio ed ha pensato di scrivere in bella grafia i nomi e le età di alcune delle donne che nel 2018 hanno perso la vita.
Quei nomi sono affiancati dai versi di Odi et Amo di Catullo, nella traduzione di Salvatore Quasimodo, e fermarsi anche solo per leggere nella mente o sussurrare ciò che è scritto è un modo per ricordare e riprendere a lottare.Immagine PNG
La dolcezza e l’efferatezza di un amore malato sono state rappresentate anche dalle note di Garth Knox “Up, down, sideway, round” suonate dal duo Marzadori, virtuose del Pratello con Viola e violino.
Dopo i saluti di Anna Pramstrahler della Casa delle donne e l’invito rivolto a tutti gli uomini da Lorenzo Cipriani, Presidente di quartiere, per agire un cambiamento sociale, c’è stato un intervento accorato di Simona Lembi, consigliera comunale di Bologna.
Il suo è stato un richiamo al percorso legislativo che ha accompagnato l’evoluzione di genere sotto il profilo normativo, con particolare attenzione all’allargamento ai diritti di terza e quarta generazione nel biennio 2011/2012, con riferimento alla Convenzione di Istambul e alla degenerazione etica e politica del contesto attuale.
La Consigliera ha richiamato anche le gravissime sentenze che in questi giorni hanno caratterizzato l’iter processuale di due vittime di stupro: l’una che ha dimezzato la pena per quella che è stata denominata tempesta emotiva, l’altra per aver ritenuto falsa l’accusa di una vittima perché ritenuta brutta !!!
Il cammino da percorrere, uomini e donne insieme, è ancora lungo perché gli effetti che produrranno il “Decreto Pillon” ed il “pacchetto famiglia” sono stati parecchio sottovalutati dal punto di vista sanitario, economico e sociale.
Sta ad ognuno di noi nel proprio ambito personale, associativo e politico combattere una lunga battaglia contro un nemico invisibile e subdolo che spesso ha i tratti dell’ignoranza e del bigottismo.

Sabina PorcelluzziImmagine PNG