Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

spread

Spread:
Qualche precisazione, lo Spread Italia/ Germania si attesta agli ultimi dati al 2,90%, cio’ vuol dire che i rendimenti dei BTP a scadenza a 10 anni hanno un rendimento maggiore rispetto ai titoli cugini Tedeschi di 290 basis point.
Infatti il Bund tedesco rende a 10 anni lo 0,30% e il Btp Italiano il 3,20% la differenza è appunto 2,90 definito Spread.
Ora però nel tempo, per gli investitori, quello che veramente ha importanza è il rendimento reale, cioè il rendimento del capitale allocato al netto del tasso di Inflazione.
Il tasso di inflazione armonizzato Europeo anno 2018 attualmente è 1,73% cioè i beni e i servizi in Europa sono cresciuti mediamente dell’1,73%.
Insomma per un Tedesco investire in Bund Tedesco significa avere un rendimento negativo dell’ 1,43% cioè un capitale di 100.000 euro investito in titoli di stato della Germania all’inizio del 2018 adesso permetterebbe di comprare beni e servizi per 98.500 euro.
Come sopra riportato i BTP Italiani hanno un rendimento del 3,20% dedotta l’inflazione hanno un rendimento positivo della differenza tra 1,73 ( tasso di inflazione ) e il rendimento del 3,20 cioè un rendimento reale di 1,47%. Cioè vuol dire che in un anno 100.000 euro investiti in titoli Italiani permettono di comprare beni e servizi per 101.470 euro.
Questa situazione di tassi reali negativi per la Germania sta andando avanti da alcuni anni, questo da una parte ha provocato facilitazioni alle aziende e rialzi della borsa, ma sta allo stesso tempo creando difficoltà sia nei risparmiatori che nelle società di assicurazioni e fondi pensione dato che la maggior parte delle gestioni hanno dei tassi minimi di rendimento garantito, quindi se la cosa dura a lungo, al momento del riscatto o pagamento della pensione il Fondo o l’assicurazione dovrà rifondere di tasca propria.
Sarebbe cioè necessario ” per i Tedeschi ” un notevole rialzo dei tassi, ma tale eventualità scardinerebbe sia il ciclo economico che il resto dell’Europa, in quanto porterebbe i tassi nominali nei paesi periferici ad un livello che farebbe saltare tutti i bilanci pubblici.
Diciamo che la situazione è alquanto complicata.