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Bologna Lavoro, intervista all’assessore Frascaroli

Assessore Frascaroli, innanzitutto a cosa serve lo Sportello Lavoro?

Il suo obiettivo è sostenere le persone nell’individuazione e nella realizzazione del proprio progetto formativo e professionale, favorendo l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.
Opera in collaborazione con il Centro per l’Impiego di Bologna (CiP) e si rivolge a tutti i cittadini domiciliati a Bologna che cercano un lavoro. Lo Sportello offre servizi finalizzati a favorire l’accesso, il rientro e la mobilità all’interno del mercato del lavoro, e in particolare fornisce informazioni su servizi, opportunità in materia di occupazione, supporti per la ricerca attiva di lavoro, servizi di orientamento e di monitoraggio dei percorsi di inserimento lavorativo. Inoltre, in collaborazione con i servizi sociali territoriali, attiva percorsi personalizzati per favorire l’accesso al mercato del lavoro di soggetti in condizione di disagio.

Dal 2006 al 2012 circa 32.000 persone si sono rivolte agli sportelli Lavoro, e lo Sportello unico mantiene una media mensile di circa 500 utenti diretti. Cosa è cambiato nell’utenza?

Il punto di forza dello Sportello lavoro, dopo la centralizzazione in una sede unica, sta nel fatto che è aperto a tutti i cittadini di Bologna e non più solo ai residenti dei tre quartieri. In 5 mesi di attività, il nuovo servizio ha ricevuto 1.990 cittadini, e la richiesta più frequente (1.142 persone), è stata l’assistenza nella redazione del curriculum.
Il profilo dell’utente è in linea con i dati storici dal 2006: la grande maggioranza è costituita da persone senza lavoro (87% disoccupati e 5% in cerca di prima occupazione), con un equilibrio tra maschi e femmine e una concentrazione nelle fasce di età intermedie tra i 25 e i 34 anni (28%) e tra i 35 e i 44 (27%). Gli italiani sono circa il 50%, e tra i titoli di studio si conferma la prevalenza di licenza media e diploma superiore, mentre è in aumento l’utenza di cittadini stranieri, spesso in possesso di titoli, anche di alto livello, non riconosciuti dal nostro ordinamento.
Circa un quinto degli utenti presenta difficoltà personali o familiari per le quali è in carico a un servizio sociale del territorio e, da assessore ai Servizi sociali, ho ben presente la connessione tra perdita del lavoro e fragilità sociale: occorre lavorare anche su una maggiore occupabilità per aumentare l’inclusione sociale.

Come si è attrezzato lo Sportello, dopo la riunificazione nella sede di San Donato, per rispondere ai bisogni crescenti in tempo di crisi?

Il nuovo servizio dedica particolare attenzione alla progettazione e realizzazione di percorsi e attività esterne allo sportello, in collaborazione con soggetti pubblici e privati attivi sul territorio. Abbiamo potenziato la promozione di attività formative e di sostegno, individuali e collettive, mirate a bisogni specifici o a particolari tipologie di utenza: laboratori di inclusione digitale e di approfondimento di tematiche inerenti la ricerca del lavoro e la mobilità professionale. Lo scopo di questi laboratori è rendere autonome le persone. Messe a punto alcune competenze di base, la ricerca di lavoro si può fare almeno in parte con il computer da casa propria, o all’interno di biblioteche o altri spazi che offrono navigazione gratuita. I siti sono ormai un canale fondamentale per la ricerca autonoma del lavoro.

Infatti, esperienze come la collaborazione alla “Bussola del lavoro”e i laboratori di alfabetizzazione digitale, oltre alla maggiore presenza online, rafforzano la proiezione esterna del servizio ben oltre le attività di sportello.

Il sito web “Lavoro e orienatmento” all’interno del portale Iperbole del Comune di Bologna è stato rinnovato nel corso del 2012 e offre informazioni e notizie sul mondo del lavoro e sulle opportunità formative e occupazionali. Negli ultimi sei mesi il sito ha mantenuto una media mensile di oltre 10.000 accessi e 23.000 pagine visitate.
“Pane e Internet”, il consolidato progetto della Regione per l’alfabetizzazione digitale, ha dedicato quattro edizioni agli utenti dello Sportello. Inoltre, ogni mese sono previste 3 giornate di laboratorio in Sala Borsa per accompagnare gli utenti alla ricerca del lavoro via internet.
La Bussola del Lavoro, la cui seconda edizione si è conclusa a marzo, è una manifestazione nazionale dedicata a coloro che vogliono capire come cercare con efficacia una nuova occasione di lavoro. Al suo interno, gli operatori dello Sportello, accanto a consulenti di orientamento e agenzie per il lavoro, offrono gratuitamente informazioni e opportunità concrete.
Questa presenza esterna dello Sportello ci permette di incontrare persone che, per motivi psicologici, mancanza di tempo o di informazioni, trovano difficoltà a recarsi personalmente ai servizi.

La crisi economica fa aumentare disoccupazione e bisogni sociali, ma in condizioni di Bilancio sempre più difficili come qualificare e ampliare le risposte dell’Amministrazione?

La recente riorganizzazione dello Sportello comunale per il lavoro è stata fatta per garantirne la sostenibilità nel medio periodo e l’efficacia in rapporto ai bisogni dei cittadini in questo momento di crisi, anche nella prospettiva di un riassetto istituzionale del sistema dei servizi per l’impiego i cui contorni non sono oggi ben definiti, ma che potrebbero prevedere un’attribuzione di nuovi compiti ai Comuni e alla futura Città metropolitana.
Lavoriamo su più fronti: una migliore integrazione tra i servizi, in alcuni casi ad esempio tra Servizio sociale e Sportello lavoro e, in generale sulla capacità di fare rete tra servizio pubblico, privato sociale e impresa. L’idea è quella di andare sempre più incontro in modo mirato ai bisogni dei cittadini la dove si trovano, invece di metterli in fila davanti a uno sportello.
In questa prospettiva, quella dello Sportello comunale per il lavoro è un’esperienza pilota che indica la direzione per la trasformazione di tutti i servizi.

http://www.comune.bologna.it/news/bilancio-2013